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Riflessioni di un autore crashato | Aprile 2022


“Il semplice fatto di poter soddisfare quel desiderio lo annullava e gli faceva perdere ogni fascino.”

Le avventure di Tom Sawyer – Mark Twain

Ciao a tutti.

È da gennaio ormai che non compaio su questi lidi e da dicembre 2021 che non pubblico più alcuna recensione di libri. Come mai, vi chiederete voi?

Credo sia giusto spiegare ai pochi che seguono ancora il mio blog le motivazioni che mi hanno spinto a rivedere il mio tempo libero e a compiere delle scelte drastiche.  

Con la scusa, vi aggiornerò anche su alcune belle novità che mi sono accadute in questo periodo e come sempre, se vi va, potete rispondermi tramite messaggio o Social.


Photo by Monoar Rahman on Pexels.com

Partiamo proprio dai Social.

È abbastanza scontato che le interazioni maggiori tra gli utenti avvengono tramite Instagram, Facebook e TikTok.

Sia da YouTube che da questo blog non ho mai ricevuto una grande risposta di pubblico e spesso mi sono chiesto che senso avesse fare delle recensioni complete e approfondite se poi tanto nessuno ti lascia riscontri. Basti dare un’occhiata ai Feed dei vari BookInstragrammers che, con poche righe e scatti Aesthetic, riescono a ottenere centinaia di visualizzazioni. Spesso i lettori non leggono nemmeno la recensione e si fanno solo condizionare dal modo in cui un prodotto viene presentato.

Diciamoci la verità: nel 2022 non ha più senso tenere (e mantenere) un blog per parlare unicamente di libri. Certo, nessuno ti vieta di farlo, anzi, congratulazioni a chi ci mette impegno pur sapendo che è “roba vecchia”, ma se uno ha già poco tempo libero e non lo fa come lavoro, diciamo che è la prima cosa che taglia.


Photo by Min An on Pexels.com

La seconda motivazione è più di carattere pratico.

Dallo scorso dicembre ho smesso di collaborare con le case editrici, per cui ho anche cambiato modo di fare le recensioni.

Ho capito che non è una cosa che fa per me, perché ci vuole tanto impegno e dedizione e soprattutto non sono pienamente libero di esprimere i miei pensieri.

Non fraintendetemi: tutti i libri letti in collaborazione li ho amati e ho sempre detto tutto quello che penso, però non ci stavo più con la testa a leggere a comando, mi sentivo soffocare e a un certo punto ho detto basta. Non sono uno che legge dieci libri al mese (per esempio, in questo periodo ne ho letto solo uno) e non mi va nemmeno di arrivare a leggere per dovere.


Negli ultimi mesi ho scoperto un amore per gli audiolibri (ho avuto una promo su Audible e ne ho approfittato) e quindi al massimo lascio una piccola recensione su Goodreads.

Non dico che non tornerò a fare il bookblogger (mai dire mai nella vita), ma per adesso preferisco concentrarmi su altre cose.

“E quindi che lo tieni a fare il blog?”

Ci ho pensato parecchio e a un certo punto lo stavo anche per chiudere.

Però a me piace l’idea di avere un posto dove ritornare quando ho voglia, anche di tanto in tanto. Posso lasciarlo come diario personale, o per avvisarvi degli eventi che mi riguardano. Non penso che sia una cosa inutile. Le cose cambiano, si evolvono, ed è giusto così.

Per esempio, lo sapete che è uscito il mio nuovo libro dal titolo “Pochemuchka”?

No? Bene, ora lo sapete.

Parla di una bambina di nome Vasilisa a cui piace passeggiare per le strade di Tsovkra-1 in compagnia della sua gallina Uschanka, solcando il terreno con un ramo di betulla. Quando la strega Baba Yaga le chiederà di aiutarla a recuperare la Notte, rubata dai demoni dell’acqua Bagiennik, la bambina non si tirerà indietro e, a bordo di un grande mortaio, vivrà tante avventure nel meraviglioso mondo di Nav!

Io mi sono divertito molto a scrivere la storia e non vedo l’ora di ricevere le prime recensioni.

Credo (e spero) di poter prendere parte a qualche evento tipo Il Salone del Libro di Torino, così potrò parlarvene dal vivo.


Inoltre, sapete che ho anche un Podcast tutto mio in cui parlo a vanvera di tante cose?

Non sapete nemmeno questo? Rimediamo subito.

Mi piace sperimentare nuove vie di comunicazione. Alcune volte mi riescono bene, altre volte no. Ma l’importante per me è provare.

Concludo chiedendovi se vi piacerebbe che questo diventasse per noi un appuntamento mensile, in cui ci incontriamo per parlare un po’ e dove vi aggiorno sulle ultime novità.

Una specie di luogo esclusivo, insomma. Vi piace come idea?

A Presto,

Lorenzo Iero

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Pubblicato in: Parliamo un po'

Parliamo un po’ | Sempre in movimento!

Bentornati a tutti!

Sembra passata una vita da quando ho scritto il mio ultimo articolo su questo sito!

Tra Instagram, YouTube, TikTok, Facebook e i Podcast non riesco più a stare dietro a tutto, anche se vorrei provare a riprendere in mano la situazione perché mi piace molto stare in contatto con voi. Perciò, che ne dite di ripartire con degli aggiornamenti sulla mia vita da scrittore?


Per chi non lo sapesse, il 2022 sarà un anno molto importante per me perché uscirà il mio nuovo libro, il terzo, sempre per La Ruota Edizioni, una casa editrice con cui mi trovo molto bene. Sarà un romanzo molto diverso da Sir Blake, che permetterà di far conoscere ai lettori un’altra parte di me. Per ora non posso dirvi altro, ma non vedo l’ora di poter iniziare questa nuova avventura!

Parallelamente a questo, ho un altro manoscritto nel cassetto e sto valutando se inviarlo a nuove case editrici. Potrei anche provare a farlo leggere alla Ruota, anche per un discorso di continuità, ma siccome tra il 2022 e il 2023 dovrebbe uscire l’ultimo volume di Sir Blake dovrei aspettare il 2024, per cui sto pensando di mettermi alla prova con altre realtà editoriali. Se non altro riceverò dei Feedback, che male non fanno.

Vorrei anche riprendere in mano una storia per bambini che avevo iniziato a scrivere durante un corso di scrittura a Londra (secoli fa, insomma!). Tra una cosa e l’altra l’ho sempre rimandata e mi dispiace molto perché scalpita per uscire fuori. Chissà se questo sarà l’anno giusto!


C’è un’altra cosa che mi piacerebbe condividere con voi, anche se è solo un sogno. Sapete che io collaboro con alcune riviste per ragazzi, no? Ebbene, ho scritto un racconto ma non mi sono accorto che è troppo lungo per gli standard richiesti (tipo, 5.000 caratteri). Per cui, mi è venuta un’idea: perché non provare a inviarlo alle case editrici che pubblicano libri illustrati? Al massimo mi diranno di non essere interessate. È da parecchio tempo che volevo provare a farlo e finalmente penso di avere il racconto giusto. Più che albo illustrato, però, il racconto è adatto per un libro di prime letture (tipo Una Storia in15 minuti di Emme Edizioni, avete presente?), in quanto la protagonista frequenta la quarta elementare. Se avete delle case editrici da consigliami scrivetemelo nei commenti o in privato.

Come sempre vi terrò aggiornati su tutto. Buona continuazione di giornata!

A Presto!

Pubblicato in: Recensioni

Recensione | I Pitik e la pietra luminosa, di Susanne Schmidt

“Gli uomini non ci hanno più voluti fra loro. E nemmeno noi vogliamo vivere con loro, da quando hanno smesso di credere ai nostri poteri magici”.

| IL FAMOSO BLOCCO DEL LETTORE.

Dopo più di un mese eccomi con una nuova recensione!

Chi di voi è mai incappato nel famigerato blocco del lettore? Purtroppo ha colpito anche me. Che brutto voler leggere qualcosa e non riuscire a farlo! Per contrastare questo problema ho messo da parte tutte le letture e mi sono dedicato ad altre attività.

Poi, un giorno, senza alcuna costrizione, ho preso in mano un nuovo libro e mi è tornata la passione! Di certo ha contribuito il genere e la storia piena di avventura; sta di fatto che finalmente sono tornato sul mio blog, più carico di prima.

Il libro che ho letto si intitola I Pitik e la pietra luminosa di Susanne Schmidt, primo volume di una trilogia edita da Emons!Raga, indirizzata a un pubblico giovane (quindi perfetta per me che son giovane dentro).

Prima di parlarvi in dettaglio di tutte le cose belle che ho trovato all’interno del libro vi invito come sempre a leggere la quarta di copertina:

L’inizio delle fantastiche avventure del principe Alvin e di Merlina. In un remoto villaggio nei Monti Carpazi, vive in armonia con la natura il popolo dei Pitik. Il principe Alvin, alto poco meno di cinque pigne, ha saltato un’altra volta la scuola e sta sognando a occhi aperti in riva al lago Paralù, quando sente strani suoni provenire da una misteriosa pietra grigia. La notizia di questo ritrovamento mette in subbuglio tutta la comunità. Alcuni temono sia un brutto presagio. Alvin è nei guai e, come se non bastasse, rischia di non essere ammesso alla scuola di magia. Non gli resta che partire insieme a Merlina, la sua amica coraggiosa, per un viaggio pieno di avventure alla scoperta del segreto della pietra. Primo volume della trilogia dei Pitik. Età di lettura: da 10 anni.

A me piacciono tantissimo le saghe perché mi permettono di legare con i vari personaggi e di vivere insieme a loro tante avventure. I Pitik sono stati per me una piacevole scoperta per svariati motivi.

| CHI SONO I PITIK?

Queste strane creature, non più alte di cinque pigne, sono delle creature magiche che vivono nei Monti Carpazi, lontani dagli umani. Cinquecento solstizi or sono gli uomini cessarono di credere nei poteri magici dei Pitik e iniziarono a imprigionarli; per questo, la convivenza pacifica tra i due popoli andò in frantumi.

I Pitik sono governati dal Grande Genio e dal consiglio degli Anziani. I più piccoli frequentano una scuola di magia dove imparano a usare i loro poteri, basati sulla concentrazione mentale, l’immaginazione e su formule magiche.

Tra gli alunni, il principe Alvin, figlio del Grande Genio, è quello che emerge come il più discolo. Avete mai sentito dire “è intelligente ma non si applica”? Ecco, a Alvin questa frase calza a pennello. Il piccolo Pitik, infatti, preferisce passare le sue giornate seduto sui rami a penzoloni a osservare il lago della montagna, piuttosto che esercitarsi sull’uso della magia insieme ai suoi compagni di classe.

La sua vita cambierà drasticamente quando troverà un oggetto molto strano che desterà in lui molta curiosità. Con l’aiuto di Merlina, la sua amica del cuore, bravissima ad arrampicarsi sugli alberi, Alvin imparerà a credere di più in sé stesso e scoprirà il valore dell’amicizia.

| I NUOVI PUFFI?

Mentre leggevo il romanzo, mi sono tornati alla mente i famosissimi Puffi. Ho trovato infatti molte similitudini tra il popolo dei Pitik e quello dei simpatici esserini blu: entrambi vivono in grandi comunità lontano dagli esseri umani (con la possibilità di interagire con essi), sono di bassa statura e, cosa molto simpatica, anche loro storpiano le parole (“La proposta fu accolta all’upitikmità”).

Ritengo che i Pitik abbiano un grande potenziale, perciò auguro a Susanne Schmidt lo stesso successo di Peyo.

Faccio i complimenti alla casa editrice Emons Edizioni per aver creduto in questa storia e per averla portata in Italia.

“Il problema dei pensieri è che non sai mai che direzione prenderanno.”

|VALLEROSPO.

Nel primo volume facciamo la conoscenza di alcuni abitanti di Vallerospo, come Letizia, la sorellina impicciona di Alvin, e il Sentinalto Supremo, il capo dei guardiani che si fa corrompere con delle radici di felce e gelatina di grano saraceno.

Il protagonista della saga è però Alvin, il figlio del capo del villaggio con pochissima voglia di studiare ma cosciente di avere una grande responsabilità per via del suo rango: non è mai successo che qualcuno della sua famiglia non fosse ammesso alle lezioni di magia; perciò, il ragazzo vive con la paura di poter deludere suo padre. Inoltre, Alvin non vuole che i compagni lo considerino un principe viziato e cerca in tutti i modi di dimostrare il suo valore.

Ed è proprio grazie alla misteriosa pietra luminosa che Alvin inizierà a maturare e a rendersi conto che per raggiungere un obiettivo bisogna perseverare e, soprattutto, studiare.

Una bella lezione che, sotto forma di una storia divertente e avventurosa, non mancherà di motivare quei giovani lettori che, al posto di impegnarsi preferiscono bighellonare.

Illustrazione di Alice Coppini

| QR CODE.

Nascosti tra le pagine del libro ci sono dei quadratini magici chiamati QR CODE. Sono una bella trovata poiché, scansionandoli tramite l’App Emons Audiolibri, il lettore potrà ascoltare storie extra sulla vita dei Pitik.

Inoltre, da qualche settimana sto usando Audible e ho scoperto che c’è anche l’audiolibro dei Pitik letto da Elena Ferrantini.

Guardate il video su YouTube!

Concludo ringraziando EmonsRaga per avermi fatto conoscere questo meraviglioso libro. Lo consiglio a tutti quelli che amano il fantasy per ragazzi e i cartoni come i Moomin e i Puffi.

Pubblicato in: Parliamo un pò

Libri per ragazzi | SPECIALE NATALE 2021

Ok, ditelo che anche voi non vedete l’ora che arrivi di nuovo il Natale!

Tra i regali più belli da fare (e da ricevere) ci sono sicuramente i libri, anche se non sempre è facile azzeccare i gusti dei lettori.

Visto che io sono un autore di libri per ragazzi, nonché grande appassionato del genere, ho pensato di aiutarvi stilando una lista di dieci libri che, secondo me, potrebbero aiutarvi in questa scelta difficilissima.

Prima di iniziare vorrei consigliarvi di chiedere prima alla persona in questione se quel libro ce l’ha già, onde evitare di fare brutte figure. Se non volete rovinargli la sorpresa, chiedete ai genitori o agli amici di investigare per conto vostro.

Fatemi sapere nei commenti se ci sono altri libri da consigliare e se vi va condividete questo articolo nelle vostre pagine Social!


CLASSICO DI OGGI

1 | Il maialino di Natale – J.K. Rowling

“Lino è nella Terra dei Perduti e se vuoi salvarlo devi andare a cercarlo lì e riportarlo a casa”.

Jack adora il suo maialino di pezza, Mimalino, detto Lino. È sempre lì per lui, nei giorni belli e in quelli brutti. Una vigilia di Natale, però, succede una cosa terribile: Lino si perde. Ma la vigilia di Natale è il giorno dei miracoli e delle cause perse, è la notte in cui tutto può prendere vita… anche i giocattoli.
Jack e il suo nuovo pupazzo, il Maialino di Natale (fastidioso sostituto fresco di negozio), si imbarcano in un piano audace. Insieme intraprenderanno un viaggio mozzafiato nella Terra dei Perduti, dove ‒ con lʼaiuto di un portapranzo parlante, di una bussola coraggiosa e di un essere alato di nome Speranza ‒ cercheranno di salvare il miglior amico che Jack abbia mai avuto dal terribile Perdente: un mostro fatto di rottami che divora ogni cosa…
Dal genio creativo di J.K. Rowling, una delle più belle storie di Natale mai scritte, piena della tenerezza irresistibile dellʼinfanzia di fronte al grande mistero della perdita.

Ovviamente non potevo che iniziare con il nuovo libro della mamma di Harry Potter. Per chi non lo avesse già letto (io l’ho divorato appena è uscito!) si tratta di un racconto a tema natalizio in cui un bambino e un peluche a forma di maiale andranno alla ricerca del pupazzetto Mimalino nella Terra dei Perduti. Già un classico per ragazzi!


Ne ho parlato anche su YouTube:


CLASSICO DI IERI

2 | Le avventure di Tom Sawyer – Mark Twain

“Per indurre un uomo o un ragazzo a bramare qualcosa, bisogna soltanto far apparire quella cosa difficile a ottenersi.”

Tom vive con la zia. È un vero combinaguai: imbroglia, disubbidisce, non studia, ma in compenso è intelligente, coraggioso, vivace. Un giorno, però, si trova coinvolto in un’avventura molto rischiosa: assiste a un omicidio, di cui viene accusato l’innocente Muff… Età di lettura: da 10 anni.

Se vogliamo andare sul sicuro potremmo pensare di regalare una bella edizione di Tom Sawyer, un classico per ragazzi che ho recuperato da poco (ebbene sì, non lo avevo mai letto!) e che già occupa un posto nel mio cuore.

Non c’è molto da dire su questo capolavoro pubblicato nel 1876 se non che vale la pena di essere letto e riletto da tutti, grandi e piccoli. Un Must che non può mancare nella vostra libreria!


SENZA TEMPO

3 | Tilly e i segreti dei libri – Anna James

“Sii coraggiosa, sii curiosa, sii gentile”

Pochi al mondo amano i libri più dell’undicenne Tilly Pages. Per lei non esistono amici migliori dei volumi polverosi che ingombrano gli scaffali della libreria di famiglia. È in quelle pagine che ha trovato conforto dopo che la mamma se n’è andata. Non passa minuto senza che stia con il naso infilato nella carta. Quando un giorno, all’improvviso, in libreria entrano Alice nel Paese delle Meraviglie e Anna dai capelli rossi, Tilly non può credere ai propri occhi: non c’è dubbio, sono loro! E la stanno invitando a bere il tè dal Cappellaio Matto e a visitare la scuola di Green Gables. Tilly è sicura si tratti di un sogno. Ma non è così. E nessuno meglio dei nonni che l’hanno cresciuta può confermarle che è tutto vero. Perché Tilly ha un dono eccezionale: è una librovaga e può entrare e uscire dalle storie per vivere straordinarie avventure. Un dono che ha ereditato dalla madre e che le dà il diritto di accedere a una biblioteca molto speciale, riservata ai librovaghi come lei, che lì vengono istruiti e protetti.

Un libro che potrebbe rivelarsi una bella scoperta è Tilly e i segreti dei libri, un romanzo capace di toccare il cuore dei grandi, che con le storie ci sono cresciuti, e dei bambini, che aspettano solo di volare con l’immaginazione.

Da poco è uscito anche il secondo volume (che – sigh – ancora non ho letto).

Vi lascio il video su YouTube in cui vi parlo di questo libro.


SPASSOSO

4 | Diario di una schiappa – Jeff Kinney

“Mai fare qualcosa che può fare qualcun altro…”

Essere un ragazzo è un mestiere complicato. Nessuno lo sa meglio di Greg, che ha iniziato la scuola media e si ritrova in mezzo a compagni ben più alti di lui, ragazze improvvisamente grandi, e amici con cui è così difficile andare d’accordo. “Diario di una schiappa” è la cronaca delle avventure quotidiane di un imprevedibile e simpaticissimo “antieroe”. Età di lettura: da 11 anni.

Quando sono andato a incontrare una scuola primaria ho chiesto ai bambini quale fosse il loro libro preferito. Indovinate cosa mi hanno risposto?

Credo sia molto difficile che i ragazzi non abbiano già letto questa serie di libri, per cui vi consiglio di stare molto attenti se intendete regalarlo a qualcuno. Ero indeciso se inserirlo nella lista, ma alla fine ho scelto di farlo perché era doveroso.

Un bel regalo senza ombra di dubbio, anche se si corre il rischio di regalare un doppione.


DA SCOPRIRE

5 | SIR BLAKE NEL REGNO DEI SIDHE – LORENZO IERO

“La maturazione è sempre il primo passo verso l’accettazione di se stessi”

E se un bel giorno un folletto apparisse sul davanzale della vostra finestra e vi invitasse a seguirlo in un regno magico? È proprio quello che capita a Blake Caldwalader, un ragazzino di undici anni che si ritrova catapultato all’improvviso nel Regno dei Sidhe, in qualità di “osservatore”. Tra sirene, elfi, fate e draghi Blake vivrà l’avventura più incredibile della sua vita e realizzerà che anche chi ha un handicap può arrivare a compiere grandi imprese. Età di lettura: da 10 anni.

Ok, forse sono di parte perché si tratta del mio libro, ma credo fermamente che questa saga potrebbe appassionare i giovani lettori in quanto il protagonista, un bambino di undici anni, pur non avendo un braccio riesce lo stesso a diventare un piccolo eroe. Inoltre, si tratta di un fantasy per ragazzi che esplora il folklore gallese e l’opera prima di un autore italiano (me!).

Oltre al primo volume vi è anche il seguito, intitolato: “Sir Blake e la maledizione dell’elfo oscuro”, mentre il prossimo anno uscirà il terzo e ultimo volume.

Vi lascio un video su YouTube in cui spiego perché dovreste proprio dare una possibilità a Sir Blake!


FANTASY

6 | Penny Berry e la pozione magica – Lluís Prats Martínez

Penny si aggrappò alle briglie e cominciò ad arrampicarsi su una delle zampe. Era come scalare una delle querce centenarie che circondavano Barry Manor.

Un fantasy ricco di azione e mistero, ambientato fra i boschi e della Scozia. Penny Berry vive a Londra con gli zii da quando i suoi genitori sono morti in un incidente e sta per prendere un treno che la porterà in Scozia, a conoscere la nonna Octavia. Quello che non sa è che la nonna e la sua villa nascondono molti segreti. I Berry infatti sono una dinastia di maghi che da tempo immemorabile proteggono dalle forze del male i boschi della Scozia e le loro fantastiche creature. Penny si troverà immediatamente coinvolta nella lotta contro il potere distruttivo dell’Innominabile e mettendosi alla prova scoprirà di avere facoltà straordinarie.

Se cercate un bel fantasy non troppo conosciuto ma con una bella storia e dei personaggi fantastici, vi consiglio sicuramente di pensare a Penny Berry, una saga fantasy ambientata nella magica Scozia in cui una ragazza di dodici anni scopre di possedere dei poteri di guaritrice. Per molti aspetti mi ha ricordato Harry Potter, anche se da un certo punto in poi acquista una propria identità!

Come sempre, vi lascio anche il video in cui ve ne parlo!


AVVENTUROSO

7 | Explorer Academy: Il segreto di Nebula – Trudi Trueit

Le occasioni arrivano in tanti modi. Non conta come le ottieni, ma ciò che fai.

Il primo semestre del dodicenne Cruz Coronado all’Explorer Academy, una scuola di eccellenza per giovani esploratori, trascorre fra spedizioni simulate in realtà virtuale, lezioni tenute da esperti sul campo e avvenimenti misteriosi. Anche la madre di Cruz aveva frequentato l’Accademia e, come studiosa all’interno di una divisione di ricerca segreta, aveva ottenuto grandi risultati, fino a che un tragico incidente non le era costato la vita. Ora Cruz ha l’occasione di seguire le orme della madre e conoscere meglio il suo passato. Ma qualcuno non lo vuole nell’Accademia. Anzi, lo vuole morto! Ma chi e perché? Le risposte che cerca sono forse nascoste in un messaggio cifrato lasciatogli dalla madre. Con l’aiuto dei suoi amici, il ragazzo comincia a raccogliere le tessere del puzzle e scopre qual è la sua missione. Il suo destino, quello dei suoi amici e forse il futuro dell’umanità intera si ritrovano nelle sue mani.

Se il giovane lettore è un super appassionato di libri di avventura e di mistero, con questa saga andrete a colpo sicuro. Il protagonista – un misto tra Indiana Jones e Artemis Fowl – girerà il mondo in compagnia dei suoi amici e affronterà un sacco di pericoli che lo metteranno a dura prova!


MAGICO

Di generazione in generazione, ogni famiglia di Magici tramandava da secoli un solo potere e sempre lo stesso, o Luce o Buio.

8 | Fairy Oak – Elisabetta Gnone

Fairy Oak è un villaggio magico e antico nascosto fra le pieghe di un tempo immortale. A volerlo cercare, bisognerebbe viaggiare fra gli altopiani scozzesi e le brughiere normanne, nelle valli fiorite della Bretagna, tra i verdi prati irlandesi e le baie dell’oceano. Il villaggio è abitato da creature magiche e uomini senza poteri, ma è difficile distinguere gli uni dagli altri, poiché maghi, streghe e cittadini comuni abitano le case di pietra da tanto di quel tempo che ormai nessuno fa più caso alle reciproche stranezze e tutti si somigliano un po’. A parte le fate, che sono molto piccole, luminose e… volano. Questa storia è raccontata da una di loro e narra l’avventura straordinaria di due sorelle gemelle, Vaniglia e Pervinca… Età di lettura: da 8 anni.

Sarebbe impossibile non inserire anche la saga di Elisabetta Gnone. Ci sono storie eterne, capaci di entrare nel cuore dei lettori. Sono storie speciali, che sin dalle prime pagine catturano, fanno emozionare e sognare.

Io ho conosciuto Fairy Oak soltanto l’anno scorso – faccio mea culpa – ma voglio assolutamente leggere anche gli altri volumi!


VECCHIO STAMPO

9 | Gli inadottabili – Hana Tooke

Sotto le stelle ti ho trovata. Sotto la luna ti ho perduta.

Amsterdam, 1892. All’orfanotrofio del Piccolo Tulipano arrivano cinque neonati abbandonati nelle maniere più diverse, chi in una cesta a forma di bara, chi dentro un secchio per il carbone. Tutti modi comunque inaccettabili per la direttrice, l’arcigna e puntigliosa signora Gassbeek. Milou, Dita, Oval, Finny e Sem diventano presto gli “inadottabili”, casi disperati di cui la direttrice non riesce a liberarsi. Loro, però, sono uniti come fratelli e hanno trovato nell’amicizia la forza di resistere. Una speranza sembra profilarsi quando i ragazzi compiono dodici anni e un commerciante di zucchero, un certo signor Rotman, propone di prenderli con sé. Indossa abiti eleganti, ma ha baffi che fremono e un sorriso sbagliato. Per i cinque amici è l’inizio di un’avventura che richiederà tanto ingegno quanto coraggio. In un paese incantevole, tra i canali di Amsterdam e i mulini a vento del vasto polder, la loro fuga sarà costellata di atmosfere da brividi, messaggi segreti e colpi di scena. Età di lettura: da 10 anni.

Siete in cerca di romanzo pubblicato di recente ma che ricorda i grandi classici della letteratura per ragazzi? Con questo libro andrete sul sicuro.

Mi è piaciuta molto l’atmosfera retrò che si respira e lo stile molto personale dell’autrice.


MISTERY

10 | La casa dei bambini speciali – Angharad Walker

“Provare a guardare oltre il giorno in cui avesse smesso di provare dolore era difficile. Ma sperava che ci fosse qualcosa lì. Una bontà.”

Quando arriva alla Casa di Cenere, il ragazzo nuovo è in cerca di una cura per il male alla schiena che lo tormenta da tempo, ma anziché capitare nell’ennesima clinica si trova davanti a una dimora con le pareti di fumo e viene accolto da un gruppo di ragazzi che lo ribattezzano Sol, per Solitudine. Hanno nomi strani, come Concordia o Giustizia, e tengono in gran conto la Bontà. Sol impara a vivere con loro seguendo le regole dettate dal misterioso Direttore, di cui tutti aspettano il ritorno con ansia. Presto si accorge, però, che quella casa è l’opposto di un luogo dedicato alla cura. Non si può per alcun motivo essere malati né cercare di andarsene. Finché un giorno arriva il Dottore… “La Casa di Cenere è una storia di bambini soli e in gruppo, spaventati e coraggiosi, sottomessi e capaci di ribellarsi. Età di lettura: da 11 anni.

Per chi è in cerca di un romanzo per ragazzi che si avvicini al mondo di Stephen King, questo fa senza ombra di dubbio al caso vostro. Solitudine arriva in un luogo misterioso dove vivono dei ragazzi che non hanno mai vissuto nel mondo esterno. Tutt’intorno all’area c’è una specie di recinzione che non può essere oltrepassata e sotto la casa vivono delle creature molto pericolose. Vi ho messo abbastanza curiosità?


Bene, queste sono le mie proposte. Ce ne sarebbero tantissimi altri ma ho preferito sceglierne solo dieci. Fatemi sapere se c’è qualche libro che vi ispira in particolar modo e se ne vorreste consigliare altri.

A Presto,

Lorenzo Iero

Pubblicato in: Recensioni

Recensione | Il Maialino di Natale, di J.K. Rowling

“Lino è nella Terra dei Perduti e se vuoi salvarlo devi andare a cercarlo lì e riportarlo a casa”.

| MA DOV’È FINITO…?

Avete mai pensato a dove vanno a finire tutte le cose che perdiamo? Quella lettera a cui tenevamo tanto, la nostra penna preferita, quel vecchio pupazzo che ci teneva compagnia quando eravamo piccoli… Ebbene, a risolvere i nostri dubbi ci ha pensato Il Maialino di Natale, il nuovo libro di J.K. Rowling edito da Salani Editore, che ringrazio per la collaborazione.

Jack adora il suo maialino di pezza, Mimalino, detto Lino. È sempre lì per lui, nei giorni belli e in quelli brutti. Una vigilia di Natale, però, succede una cosa terribile: Lino si perde. Ma la vigilia di Natale è il giorno dei miracoli e delle cause perse, è la notte in cui tutto può prendere vita… anche i giocattoli.
Jack e il suo nuovo pupazzo, il Maialino di Natale (fastidioso sostituto fresco di negozio), si imbarcano in un piano audace. Insieme intraprenderanno un viaggio mozzafiato nella Terra dei Perduti, dove ‒ con lʼaiuto di un portapranzo parlante, di una bussola coraggiosa e di un essere alato di nome Speranza ‒ cercheranno di salvare il miglior amico che Jack abbia mai avuto dal terribile Perdente: un mostro fatto di rottami che divora ogni cosa…


Credo di parlare a nome di tutti i fans di Harry Potter se dico che il nuovo libro della Rowling non ha deluso affatto le nostre aspettative. Pur discostandosi dalla saga del maghetto, l’autrice riesce a mantenere tutti gli elementi che la contraddistinguono: uno stile semplice ma accurato, una trama intrigante e soprattutto una caterva di personaggi indimenticabili.

Non vorrei spingermi oltre (ma sì, dai, lo faccio!): secondo me Il Maialino di Natale si candida già a divenire il Classico di Natale degli anni a venire.

Se devo dire la verità, all’inizio, vedendo la cover, ho subito pensato: “Mmm, un libro natalizio? Che scocciatura!”. Di solito non amo quei libri adatti per essere letti in un determinato periodo dell’anno, però, dopo averlo fatto, mi sono rimangiato tutto. Eh, già, la Rowling dimostra ancora una volta di saperla lunga e confeziona un prodotto ben riuscito, capace sia di accalappiare il suo pubblico di fedelissimi e al tempo stesso raccogliere nuovi lettori con una storia che si discosta da tutti i suoi lavori precedenti.

“Le Cose che vengono perse dentro le altre Cose perse devono restare perse nelle Cose perse.

È la legge!”

| MIMALINO.

Il tema centrale di questo romanzo è senza ombra di dubbio l’affetto, quel sentimento simile all’amore indirizzato non solo alle persone ma anche agli oggetti. Il protagonista, Jack, un bambino di otto anni, è molto attaccato al suo maialino di pezza (che, badate bene, non è quello che vedete in copertina) con cui è cresciuto e a cui confida proprio tutto.

Quando la sua sorellastra lo lancia fuori dal finestrino della macchina, Jack è disperato. Fortuna vuole che nella Notte dei Miracoli e delle Cause Perse tutti gli oggetti inanimati prendono vita e che sia possibile accedere alla Terra dei Perduti, anche per i bambini umani!

Insieme al Maialino di Natale, Jack varcherà le porte di questo strano mondo in cui vanno a finire tutte le Cose perse (in attesa che il loro proprietario se le ricordi) e vivrà una serie di avventure fantastiche.

Mi è piaciuto molto il modo in cui l’autrice ha saputo affrontare i vari tipi di affetti. C’è quello familiare, un amore naturale per il bimbo, che viene messo in discussione a causa della separazione dei genitori. C’è quello non voluto, che riguarda il nuovo compagno della mamma con cui Jack costruisce un affetto per lo più di amicizia e di fiducia.

C’è anche l’affetto che gli oggetti hanno verso i loro padroni. In un capitolo, un pupazzo è molto triste perché sa che il suo padrone, un bambino viziato con un sacco di giocattoli, lo ha fatto cadere distrattamente in un’aiuola e si è dimenticato di lui. Il pupazzo sa che per il bambino lui conta davvero poco e per questo è costretto a rimanere per l’eternità nel paese di “Usa e getta”. Tramite le storie delle Cose presenti nel libro, la Rowling dà a tutti noi una bella lezione: dovremmo dare più valore alle cose che possediamo, perché anche loro posseggono un’anima.

Più teniamo davvero a un oggetto, più quell’oggetto acquista valore e per noi diventa importante. Al contrario, meno peso gli diamo, meno valore ha. Come ci rimarreste voi se qualcuno vi considerasse meno rispetto ad altri? Sono sicuro che vi sentireste giù di morale, vero? Cerchiamo quindi di trattare tutti allo stesso modo (compresi gli amici e tutte le persone che incontriamo nella vita) così che nessuno si debba sentire più in difetto.

“Il Perdente governa la Terra dei Perduti. È lui il motivo per cui le Cose ti cadono dalla tasca anche se credevi che fossero al sicuro.”

| UN LIBRO MAGICO!

Oltre al bellissimo messaggio di fondo, Il Maialino di Natale è speciale anche per la storia ricca di avventure e di divertimento. Nella Terra dei Perdenti vi è il Villain di turno, chiamato il Perdente, che odia i viventi e le loro Cose e che vorrebbe risucchiare giù nel suo regno ogni singola Cosa che appartiene agli umani, per sempre. Il maialino di pezza di Jack è finito nelle sue grinfie; perciò, spetta proprio al bambino il compito di andarlo a salvare.

Il romanzo è suddiviso in nove parti, ciascuna composta da capitoli brevi e accompagnati dalle illustrazioni di Jim Field.


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Nei ringraziamenti l’autrice ha dichiarato di aver impiegato anni a scriverlo e che ha un posto speciale nel suo cuore. Sono sicuro che il suo impegno sarà ricompensato dall’amore dei suoi lettori. Me compreso.

E sono anche convinto che grazie a questo tutti noi inizieremo a vedere i nostri oggetti in modo diverso!  

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Recensione | La Casa di Cenere, di Angharad Walker

“A volte il dormitorio della Casa di Cenere dava l’impressione di essere una cosa viva. Forse era la vegetazione che a poco a poco lo invadeva, reclamandolo alla terra”.


Pensate anche voi che alcuni libri siano adatti per essere letti in un determinato periodo dell’anno? Per esempio, La mia famiglia e altri animali, di Gerald Durrell, io l’ho sempre associato all’estate, così come La fabbrica di cioccolato, di Roald Dahl, all’inverno.

Secondo me il periodo perfetto per potersi gustare al meglio La Casa di Cenere, lo Young Adult di Angharad Walker edito da Rizzoli, è l’autunno. Proprio adesso che sto scrivendo la recensione, ho l’immagine del protagonista che calpesta le foglie secche davanti alla casa di cenere insieme a Indi.

Ho parecchie cose da dire su questo libro – alcune positive, altre che non mi hanno convinto del tutto – ma parto subito ammettendo che, per la prima volta, mi trovo in difficoltà per varie ragioni. Forse non l’ho compreso appieno, forse avrei bisogno di una rilettura per afferrare le varie sfumature, non so… 

Facciamo così: intanto leggete la trama qui sotto per avere un’idea generale del libro; poi, insieme, proviamo a sbrogliare tutta la matassa dei pensieri che mi frullano per la testa.

Quando arriva alla Casa di Cenere, il ragazzo nuovo è in cerca di una cura per il male alla schiena che lo tormenta da tempo, ma anziché capitare nell’ennesima clinica si trova davanti a una dimora con le pareti di fumo e viene accolto da un gruppo di ragazzi che lo ribattezzano Sol, per Solitudine. Hanno nomi strani, come Concordia o Giustizia, e tengono in gran conto la Bontà. Sol impara a vivere con loro seguendo le regole dettate dal misterioso Direttore, di cui tutti aspettano il ritorno con ansia. Presto si accorge, però, che quella casa è l’opposto di un luogo dedicato alla cura. Non si può per alcun motivo essere malati né cercare di andarsene. Finché un giorno arriva il Dottore… “La Casa di Cenere è una storia di bambini soli e in gruppo, spaventati e coraggiosi, sottomessi e capaci di ribellarsi. Età di lettura: da 11 anni.


“Ammirò i muri che sfumavano nell’aria. Il contorno della casa si confondeva e si gonfiava mentre il vento la investiva. Il fumo vagava sopra l’erba lucida intrisa di pioggia, pervadendo il mondo dell’odore di falò”.


| LA CENERE.

La cenere è il residuo solido della combustione. In molte culture è considerata il simbolo della morte, della purificazione e della resurrezione. La cenere è anche l’elemento che ricorre costantemente in questo romanzo in modo prepotente e che lascia tanti dubbi al lettore. Dubbi che per lo più rimangono sospesi nell’aria e che rendono difficile una chiara interpretazione.

Come sapete, ci sono due tipi di scrittori: quelli che garantiscono al lettore di avere tutte le risposte a portata di mano e quelli che invece gioiscono nel lasciarlo con mille domande. Angharad Walker appartiene alla seconda categoria, perciò vi avviso: se cercate una lettura rassicurante, La Casa di Cenere non è roba per voi.

|A ME RICORDA MOLTO…

Solitudine arriva in un luogo misterioso in cui vivono dei ragazzi che non hanno mai vissuto nel mondo esterno. Ha una malattia che nessun ospedale sembra saper curare; inoltre ha un passato tragico: i suoi genitori sono morti in un incendio (che la casa di cenere sia in qualche modo collegata all’incidente?).

Tutt’intorno all’area c’è una specie di recinzione che non può essere oltrepassata (ma non ne conosciamo il motivo), sotto la casa vivono delle creature molto pericolose e il lago nella foresta ha dei poteri miracolosi.

Questi e tanti altri elementi mi hanno portato a riflettere su una cosa: all’autrice non interessa che il lettore riceva delle risposte; al contrario, la sua intenzione è quella di incuriosirlo, di trasmettergli ansia. Sicuramente è riuscita nel suo intento (io, per esempio, non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine) però sono rimasto col dubbio se ci abbia presi tutti in giro.

In rete non ho letto nessuna dichiarazione in merito a un eventuale sequel; perciò, dovrei supporre che questo sia stato concepito per essere un volume autoconclusivo. Se così fosse, mi sentirei tradito perché è troppo facile tirare il sasso e nascondere la mano. Avete presente Lost, partito col botto, che di puntata in puntata aggiungeva sempre più misteri ma che poi, alla fine, ha lasciato molti telespettatori con l’amaro in bocca? Ecco, non vorrei che l’autrice avesse preso come modello di riferimento proprio la serie di J.J. Abrams!

Se questo invece fosse il primo volume di una saga ritiro tutto quello che ho detto e chapeau all’autrice per essere riuscita a creare una storia così avvincente e piena di suspence.  Come vedete, sono parecchio confuso.

Se dovessi accostare La casa di cenere a una saga per ragazzi la prima che mi viene in mente è Maze Runner – Il Labirinto di James Dashner. Anche lì ci sono dei ragazzi che vivono in un luogo misterioso, in cui non ci sono adulti e da cui non è possibile scappare, e soprattutto anche lì ci sono delle creature (se non ricordo male dei ragni giganti) che tentano di ucciderli se solo loro provano a superare il confine. Direi che la trama tra i due è molto simile, anche se c’è da dire che, almeno per quel che mi riguarda, la qualità di uno scrittore si vede dal modo in cui si approccia alla scrittura. Pur partendo da una base simile, una storia può prendere una piega diversa a seconda dello stile e dal modo di saper narrare.


“Provare a guardare oltre il giorno in cui avesse smesso di provare dolore era difficile. Ma sperava che ci fosse qualcosa lì. Una bontà.”



Tratto dalla versione inglese del libro

| COSA MI È PIACIUTO?

Ci sono tanti motivi per cui mi sento di promuovere il libro. Innanzitutto, per i protagonisti. Oltre a Solitudine, ci sono tantissimi altri ragazzi che abitano la casa di cenere e tutti con un carattere ben definito. L’autrice riesce a scavare a fondo nelle varie personalità donandogli spessore. Io mi sono molto affezionato a Indipendenza perché ha un modo tutto suo di vedere il mondo, mentre non ho ben capito la storia del Dottore (no spoiler) e i motivi che lo spingono ad agire in quel modo.

Mi è piaciuta davvero tanto l’ambientazione inquietante (stile Tim Burton): l’edificio col muro di cenere, la serra marcescente dove dormono i ragazzi, la baracca che si sposta da un luogo a un altro (perché? Lost docet!) e la casa piena di misteri non ancora esplorata.

Infine, mi sono piaciuti gli Sgusci, le creature infernali che assomigliano a dei cani e che sembrano usciti da un libro di Stephen King.

|COSA MI È PIACIUTO MENO.

Come ho detto, le domande senza risposta mi hanno fatto storcere il naso. Senza entrare troppo nel dettaglio, la storia sembra la prima stagione di un telefilm. Cosa provate quando vi appassionate a una serie televisiva e poi scoprite che ha un finale aperto? Sicuramente non vedete l’ora di vedere le altre stagioni, no? E se invece non ci sono nuove stagioni ma finisce in quel modo? Non so voi, ma in questi casi io mi arrabbio tantissimo! Spero quindi che questo sia il primo volume di una saga e che non termini davvero in questo modo. Altrimenti, sarebbe come aver sprecato una bella occasione.

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  • Marchio: Rizzoli
  • Collana: Ragazzi
  • Prezzo: 17.00 €
  • Pagine: 348
  • Formato libro: 21.0×13.5×2.8
  • Tipologia: CARTONATO
  • Data di uscita: 07/09/2021
  • ISBN carta: 9788817154314
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Recensione | Vichi e la profezia dell’Encyclicon, di Mattia Panduccio

“Lo so che sei buona, Vichi, ma vedi, il mio dubbio è se tu possa o meno essere l’inizio della fine”.


Per la mia iniziativa “Io leggo la Ruota”, vi presento Vichi e la profezia dell’Encyclicon, un libro fantasy per ragazzi scritto da Mattia Panduccio e edito da La Ruota Edizioni che mi ha letteralmente conquistato.


Vichi è una bambina di undici anni che vive con la sua famiglia a Genova e che frequenta la quinta elementare. Un giorno incontra un wombat, un piccolo marsupiale australiano che parla la sua stessa lingua. Com’è possibile? Vichi non fa in tempo a scoprirlo perché all’improvviso entrambi vengono travolti dall’acquapampi, una terribile ondata che li trasporta in un regno magico popolato da creature fantastiche e da animali parlanti. Ben presto la bambina scoprirà una profezia che la riguarda e capirà che proprio lei potrebbe cambiare le sorti dell’intero Regno!


In piena notte la piccola Vichi viene trasportata dalla sua cameretta in un altro mondo: il Regno popolato da uomini, animali parlanti e altre strane creature. Scoprirà che a trascinarla lì è stato l’acquapampi, un particolare fenomeno caratterizzato da violente piogge, che si è scatenato fuori stagione con l’unico intento di catapultarla lì. Con l’aiuto di un wombat e di un gufo, che diventeranno suoi amici e compagni di viaggio, riuscirà Vichi, a sconfiggere l’associazione di maghi e creature oscure denominata “Seme Nero”? La profezia contenuta nell’Encyclicon, un antico libro di magia, potrà aiutare la ragazza e i suoi compagni a capire cosa fare. Età di lettura: da 11 anni.


Ci sono tanti motivi per cui ho amato “Vichi e la profezia dell’Encyclicon”. Innanzitutto, cosa più importante, per la storia, accurata e avvincente. Se l’incipit segue quello dei grandi classici della letteratura per ragazzi quali Il Mago di Oz e Alice nel paese delle meraviglie (una bambina che si ritrova un mondo fantastico), procedendo con la lettura il ritmo si fa più incalzante e il romanzo acquista una propria identità.

Oltre alla trama principale, che vede Vichi impegnata a scoprire un mistero che la riguarda, ci sono altri archi narrativi secondari molto interessanti, come quello dei pirati assoldati dal Marchese Wilfred per mettere fine alla minaccia degli zombi. Una cosa che ho notato è che l’autore va spesso di fretta e stringe in poche righe dei passaggi chiave che secondo me avrebbero meritato maggiore attenzione. Per esempio, a un certo punto della storia si scopre il traditore che combutta contro il Marchese. Invece di mostrare il momento clou, la rivelazione viene fornita al lettore tramite un riassunto stringato. Trovo sia stato davvero un peccato sbrogliare la scena in quel modo. Magari l’autore avrebbe dovuto curare di più i dettagli.

Tra i cliché del fantasy più odiati dai lettori ve n’è uno in particolare che sinceramente a me non dispiace affatto: la famosa profezia che riguarda il protagonista della storia. Ora: capisco che la maggior parte dei libri abbia dei tòpoi ricorrenti che alla lunga possano annoiare, però di solito chi ama il fantasy ama anche i suoi stereotipi. E no, non è solo in Harry Potter che abbiamo l’eroe prescelto ma è proprio una peculiarità di questo genere. Credo che per un autore la cosa più importante sia il modo in cui gestisce il tutto. Se il risultato è banale e scontato beh, forse sarebbe meglio evitare di inserire qualcosa di già visto. Se invece il cliché ha un suo perché all’interno della trama, allora potrebbe essere un valore aggiunto.

Nel caso di Vichi, la profezia ha senso di esistere, in quanto è il perno su cui si sviluppa l’intera vicenda. L’autore riesce a costruire una trama solida e avvincente, tanto che sono rimasto incollato per tutto il tempo alle pagine senza mai annoiarmi.

“Azazel è stato relegato nel Regno dei morti e non può accedere al mondo dei vivi. Seme Nero ha un solo modo per liberarlo: aprire un varco tra il Regno dei morti e quello dei vivi e sostituire un’altra persona con la sua”


Un altro motivo per cui il romanzo mi ha conquistato è che al suo interno possiamo trovare una grande quantità di personaggi provenienti da vari sottogeneri del fantastico, alcuni inventati di sana pianta dall’autore. Oltre ai pirata, agli elfi, agli zombie e ai vampiri, ho amato in special modo i Biddol, dei teneriesserini tondi e pelosi che ricordano i nerini del buio del film Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki.

Uno dei miei personaggi preferiti è il gufo Pixi con il suo potere della gufata: quando crede che accadrà una determinata cosa il pennuto la dice agli altri e succede l’esatto opposto!

Per quanto riguarda la cover, all’inizio non mi aveva convinto del tutto. Per mio gusto personale, avrei preferito una bella illustrazione. Tutto sommato però non mi dispiace e la trovo adatta al target di riferimento.

In questo video vi parlo anche di Vichi!

Consiglio il libro a chi cerca un bel fantasy pieno di avventura e di buoni sentimenti. Non vedo l’ora di leggere il seguito anche perché, se non ho capito male, buona parte del secondo libro si svolgerà proprio a Genova!

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Recensione | Viola, di Maristella Occhionero

“Quando si parla di noi tre torniamo a essere sempre dei ragazzini anche se ormai abbiamo più di trent’anni. Siamo rimasti così, con la crescita bloccata a quindici anni fa, gli altri sono andati avanti e noi no”.


Hai mai avuto la sensazione di non riuscire ad andare avanti con la tua vita a causa di un avvenimento legato al tuo passato che ti blocca? Un problema mai risolto, forse, o un qualcosa di mai detto. Alle volte i ricordi sono così opprimenti che non fai altro che pensarci per tutto il giorno, mettendo da parte i tuoi affetti personali e il lavoro.

A meno che non decidi di reagire cercando di risolvere il problema alla radice, potresti rischiare di rimanere intrappolato nel tuo stesso passato.

È quello che succede a Viola, la protagonista dell’omonima novella scritta da Maristella Occhionero, titolare della casa editrice La Ruota Edizioni.


In un piccolo paese del sud Italia crescono Viola, Federico e Giorgio. Inseparabili, anche se a volte sadici e pieni di ombre, i tre ragazzi si ritrovano a crescere con alle spalle un segreto, un buco nella loro infanzia che non riescono a colmare e che li porta a non maturare mai e a non permettersi di essere felici.


Mi sono approcciato a questo libro con molta soggezione, in quanto, pubblicando con questa casa editrice, non volevo che la mia recensione risultasse una sviolinata (o, nel caso di una stroncatura, una denigrazione). Alla fine, mi sono detto: “Ma sì! Sono troppo curioso di vedere come scrive!” e così ho messo da parte le mie paranoie e ho acquistato il libro.

Ti dico subito che questo non è propriamente il mio genere preferito, visto che io leggo e recensisco libri per ragazzi e Fantasy. Ma credo che alcune volte faccia bene uscire dalla propria comfort zone e confrontarsi con altre categorie, no? E sono felice di averlo fatto, anche perché è la seconda volta che leggo una novella, cioè un romanzo breve, e ne sono rimasto piacevolmente stupito.

Molti pensano che più un romanzo è lungo più sia meritevole. Niente di più sbagliato. Ogni storia nasce e si sviluppa secondo la sensibilità di un autore. Inutile allungare il brodo se quello che si vuole raccontare può essere tranquillamente racchiuso in sessantasei pagine, no? Certo, ci sono i lettori che amano lo stile prolisso, le lunghe descrizioni, che non si accontentano di andare subito al nocciolo della questione. Ma forse è proprio questo il bello della letteratura: ognuno può indossare il libro che più gli si addice.


“Io e lui ci crogioliamo un altro po’ nella fine della nostra relazione, forse prima o poi ognuno prenderà la propria strada, o resisteremo a questo momento. Forse ho paura di entrambe le cose”.



Viola, Federico e Giorgio si ritrovano dopo tanti anni per cercare di sbrogliare i nodi di un passato scomodo che torna prepotentemente a galla. I tre amici d’infanzia, accomunati da un senso di colpa per un segreto mai del tutto svelato, vivono le loro vite a metà, insoddisfatti e con un peso sul cuore che continua a tormentarli. Viola, in particolare, non riesce a troncare una relazione ormai stantia, per paura forse di ritrovarsi di nuovo da sola e di dover ricominciare tutto da zero.

Uno dei temi portanti di questo racconto è il sentirsi incompleti. Tutti noi andiamo alla ricerca di quel piccolo particolare che riesca a farci chiudere il cerchio e a farci dire “Ecco, ora sì che mi sento soddisfatto”. Nel mentre, tendiamo ad accontentarci della quotidianità, a legarci agli altri solo per cercare di andare avanti, pur sapendo che dentro di noi continuiamo ad avere quel vuoto che aspetta soltanto di essere riempito. Alle volte è nel presente che si trova quel particolare (magari in una promozione inaspettata, nella nascita di un figlio, nella scoperta di un talento che non pensavi di possedere), altre volte, invece, è da ricercarsi nel passato. Nel caso dei tre ragazzi, nel loro paese di origine, nel Sud Italia.

“È solo che non siamo capaci di amare. Tutti e tre.”


Lo stile dell’autrice è asciutto e preciso. Ho apprezzato molto la scelta di far parlare i suoi protagonisti in modo non artefatto (“Ma ti sei scemmunito? A fare che, a casa di quella matta?”) per rimarcare ancora di più la loro appartenenza a un determinato luogo.

Quello che mi ha dato il libro è un senso di dispiacere. Anche io, come i tre ragazzi, spesso rimpiango alcune questioni irrisolte. Forse, se avessi avuto il coraggio di fare i conti con il mio passato, adesso sarei un uomo diverso, chi lo sa.

Per Viola, il tempo si è fermato a quell’estate di tanti anni fa. La sua più grande colpa è stata quella di voltare le spalle alle cose che non andavano, di voler proteggere a tutti i costi l’immagine che aveva dei suoi amici e di se stessa. Ma è giunto il momento anche per lei di far pace con il passato, anche a costo di soffrire. Siamo sempre in tempo per sistemare le cose che non vanno e per trovare quel piccolo particolare che ci faccia di nuovo stare in pace con noi stessi.


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Recensione | Una Storia di Stregoneria, di Chris Colfer

“La paura porta alla perdita di fiducia, la mancanza di fiducia porta a commettere errori, gli errori portano la disapprovazione e la disapprovazione porta alla rovina”

| NON DARE MAI NULLA PER SCONTATO.

Secondo te si può essere prevenuti su un libro e poi cambiare idea dopo averlo letto? Quando una cosa non piace in partenza hai voglia a cambiare opinione! Col tempo invece ho imparato che non bisogna mai dare nulla per scontato (tranne forse i libri scritti dagli influencer) e che un libro che pensavi non ti sarebbe mai piaciuto può diventare il tuo preferito.

Mi è successo di recente con Una storia di stregoneria, il fantasy per ragazzi scritto da Chris Colfer e edito da Rizzoli, che ringrazio per la collaborazione.

Anche se il genere mi piace, ho sempre avuto timore di approcciarmi ai libri di questo autore… ma non per quello che pensi tu! Siccome il discorso è lungo, ti spiegherò meglio dopo aver letto insieme la quarta di copertina.

Una storia di stregoneria Copertina rigida – 15 giugno 2021

di Chris Colfer (Autore), Brandon Dorman (Illustratore), Tommaso Varvello (Traduttore)

Brystal e i suoi amici hanno salvato i regni dalla minaccia della Regina dei Ghiacci e sono riusciti a far accettare la comunità magica in tutto il mondo. Potrebbero finalmente concedersi di festeggiare, ma quando una strega misteriosa dal nome di Lady Mara arriva all’accademia, tutto cambia all’improvviso. Lady Mara comincia a reclutare fate per la sua scuola di stregoneria rivale, con intenzioni tutt’altro che benevole… Molto presto l’amica di Brystal, Lucy, rimane intrappolata in un complotto oscuro che minaccia di sterminare l’umanità. In giro per il mondo, la pace faticosamente acquisita sta per sgretolarsi e la rabbia per la legalizzazione della magia si sta diffondendo di nuovo in tutti i regni a causa delle menzogne diffuse da un pericoloso clan, noto come la Fratellanza Virtuosa. L’obiettivo è chiaro: sterminare ogni forma di vita magica, a cominciare da Brystal… Età di lettura: da 10 anni


| CHE BRUTTI I PREGIUDIZI!

Si tratta del secondo volume di una saga iniziata con Una storia di magia, ambientata decenni prima gli eventi raccontati nei cinque libri che compongono La Terra delle Storie. Pur sapendo che questa serie è molto amata dai lettori fantasy di tutto il mondo, sono sempre stato poco convinto a iniziarla per via del nome dell’autore.

Oltre a essere un lettore, sono anche un grande appassionato di telefilm. Uno dei miei preferiti è Glee, trasmesso dal 2009 al 2015. È una serie musicale americana in cui gli attori, oltre a recitare, cantano pure. In Glee, Chris Colfer impersona Kurt Hummel, un ragazzo gay esuberante e dal timbro cristallino. Ho amato così tanto l’interpretazione che l’attore ha dato al suo personaggio che per me era impensabile che fosse credibile anche nei panni di scrittore. “Chissà”, pensavo, “magari è uno di quei personaggi famosi che viene pubblicato grazie alla sua popolarità!”. Perciò, per non rimanere deluso, l’ho sempre evitato. Grande maturità, eh?

Poi, un giorno, arriva il corriere. Non aspettando pacchi, sono stato davvero sorpreso di riceverne uno dalla Rizzoli, la casa editrice per la quale in passato ho recensito Gli Inadottabili, i due volumi di Jack Bennet e Come le cicale. Quando ho visto che si trattava del fantasy di Chris Colfer sono stato felice e al tempo preoccupato. Felice perché, sotto sotto, volevo tanto iniziare a leggere questa saga. Preoccupato perché, arrivato a questo punto, non potevo più tirarmi indietro. L’ho visto come un segno del destino e così ho fatto il grande passo.

Non sono mai stato così felice di ricredermi! Ho amato ogni singola pagina del libro. Anche se si tratta di un secondo volume si fa leggere che è un piacere. Senza il regalo inaspettato della Rizzoli probabilmente il mio pregiudizio non mi avrebbe permesso di conoscere uno scrittore bravissimo e meritevole. Tra l’altro, adesso ho intenzione di recuperare anche tutti gli altri libri!

“L’umanità poteva anche aver dimenticato gli orrori della storia, ma Brystal non sarebbe mai riuscita a cancellare il ricordo di quello che avevano fatto alle streghe e alle fate come lei in passato. E non sarebbe mai riuscita a perdonarli.”


| COSA HA DI SPECIALE QUESTO LIBRO?

Innanzitutto, è scritto bene. Lo stile di Colfer è semplice, simpatico e carico di buone intenzioni. Mi ha ricordato molto la saga di Fairy Oak dell’italianissima Elisabetta Gnone, e se l’hai letta anche tu capirai bene il perché. Inoltre, sono sicuro che tra le fonti di ispirazione dello scrittore ci sia anche Le Cronache di Narnia, perché come tipo di narrazione è molto simile. Colfer sembra conoscere bene il suo pubblico e sforna un libro che, per il target di riferimento, è pressoché perfetto. Ci vedrei bene un film di animazione, o una serie televisiva.

Come in ogni storia per ragazzi, ci sono sia i buoni che i cattivi (e anche una via di mezzo). Nei buoni troviamo ovviamente la comunità magica con a capo Brystal Evergreen, la protagonista che si fa carico dei problemi di tutti (anche se io, a dir la verità, l’ho trovata un po’ noiosetta e ho preferito di gran lunga la sua amica combinaguai Lucy) mentre nei cattivi troviamo la Fratellanza Virtuosa, il cui compito è molto semplice: sterminare ogni forma di vita umana.

Se la trama è abbastanza semplice è comunque bello appassionarsi ai vari personaggi fatati e seguirli grazie alla mappa a doppia pagina che troviamo all’inizio del libro (a proposito, che belle le mappe nei fantasy!)

È un libro che si fa leggere con piacere e che stuzzica la curiosità di scoprire cosa succederà nel prossimo volume.

“Alcuni di noi non vogliono essere normali, dico bene? Alcuni di noi sono nati con il forte desiderio di essere diversi. Alcuni di noi preferiscono le cose strane e inusuali a quelle sicure e prevedibili.”

Fandom

| CAMBIARE SÉ STESSI:

Brystal è così concentrata a cambiare il mondo che si è dimenticata di cambiare sé stessa. A un certo punto si rende conto che gli altri la amano per una qualità che lei è sempre stata abituata a nascondere: la magia. E anche se adesso sa di non avere nulla di cui vergognarsi nel profondo del cuore prova ancora quel sentimento.

Quanti di noi si fingono diversi di fronte agli altri per paura di un giudizio o perché proviamo imbarazzo? Ci caliamo così tanto nella parte che scartiamo a priori l’ipotesi che gli altri possano accettarsi così come siamo, senza problemi.

Anche Lucy, una fata in carne e all’apparenza molto estroversa, in realtà nasconde un cuore fragile. Non si sente accettata da nessuno e a un certo punto della storia si allontana dalle sue amiche fate per unirsi alla comunità delle Streghe.

Credo che questo tema possa essere d’aiuto per tutti quei lettori che si sentono un po’ confusi e che non hanno nessuno con cui parlare.

Ho parlato del libro anche su YouTube!

Il messaggio di questo libro è molto importante: una persona, con un suo gesto, può cambiare la vita di molte. Se ci pensi, spesso noi facciamo delle cose senza pensare che potremmo essere fonte di ispirazione per qualcun altro. Se una nostra azione portasse anche una sola persona a impegnarsi e a migliorare la sua vita, non sarebbe una cosa bellissima? Io sono sicuro di sì. E spero tanto che con questo libro Chris Colfer possa ispirare tantissimi giovani lettori. Con me c’è riuscito.


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Recensione | Biblion, di Merilù Lanziani

“Ci vanno impegno e pazienza per scrivere un buon libro, non è mica una passeggiata.”

| CHI SCRIVE LA NOSTRA STORIA?

Cosa fareste se vi fosse data la possibilità di scrivere il destino di ogni abitante della terra? Accettereste, bramosi di potere, o avreste il timore di non essere all’altezza?

Gli scrittori possono disporre della vita dei loro personaggi come più desiderano, determinando le loro scelte in base al loro piacere personale. Nessuno però si è mai spinto oltre. Nessuno ha mai giocato con la vita degli esseri umani. Perlomeno, è quello che ho creduto finora.

Immagina che alla tua morte ti sia data una seconda possibilità. Un’occasione unica, irripetibile, concessa solo a pochi eletti: quella di diventare un Esordiente di Biblion, e di poter scrivere la vita di chiunque stia per nascere sulla Terra, affiancando il dio-scrittore, l’Ingobbito, nel decretare i destini dell’intera umanità. Chiudi gli occhi. Riesci ad accarezzare l’idea? Dimmi, non ti senti mancare il fiato? E ora immagina, ancora: una cattedrale di romanzi senza fine, con migliaia di scaffalature, ascensori dorati, volumi polverosi e stanze suggestive quanto segrete, in cui s’innalzano in volo libri alati, draghi di carta e getti d’inchiostro multicolore…Questa è Biblion, la Biblioteca Universale. E al suo interno, tra misteri, omicidi e storie di sangue, tutti gli indizi portano a un’unica, grande domanda: chi sta scrivendo davvero la tua storia?


|LA POTENZA NARRATIVA.

Alcuni scrittori hanno il dono di saper dar vita a personaggi così memorabili e sfaccettati che a noi lettori appaiono quasi reali. Sapete che da piccolino ero convinto che Sherlock Holmes fosse davvero esistito e che d’Artagnan fosse stato realmente un cavaliere francese? Quanti di voi si sono chiesti se, nella saga de L’amica Geniale, l’autrice stesse raccontando una storia fittizia o un’autobiografia?

La potenza narrativa è quella capacità di far credere a noi lettori che il libro che stiamo leggendo risulti vero.

La stessa sensazione l’ho provata leggendo il libro di Merilù Lanziani, una valida autrice      self-published. Durante la lettura di Biblion mi sono spesso dimenticato di essere seduto sul balcone di casa (con questo caldo è l’unico posto dove ancora  si può leggere, quando non picchia il sole) e non ho neanche fatto caso al vociare dei bambini in cortile o al rumore delle macchine in strada, tanto ero immerso nella storia complicata di Arianna Hiemis e di Altair. Sembrava di vederli davanti a me, mentre discutevano su cosa dire a Rastaban o a pensare a come diventare i preferiti dell’Ingobbito. La scrittura di Merilù, così articolata e pregevole, ci fa dimenticare del mondo che ci circonda e ci trasporta in una storia dove i protagonisti sono degli scrittori con tanta voglia di emergere.

“Siamo stati convocati a Biblion per questo, no? Scrivere. Io desidero farlo, qualsiasi sia il prezzo da pagare.”


| SE LA SCRITTURA DIVENTA BRAMA DI POTERE.

Mi è piaciuta molto l’idea del parallelismo che intercorre tra i protagonisti del libro di Merilù, chiamati Esordienti, tutti ambiziosi e affamati di gloria, e gli autori emergenti della vita reale, che, a essere sincero, spesso non sono da meno. Essendo anche io uno scrittore emergente so quanto sia difficile riuscire a crearsi una reputazione in editoria senza sgomitare e senza sotterfugi. Alcuni ci riescono, per fortuna, ma molti rimangono nell’anonimato, ignorati dai lettori. Chi ha l’ossessione di diventare uno scrittore di successo non ci pensa due volte a fare carte false pur di raggiungere lo scopo. Chi è troppo sicuro di sé non si accontenta di quello che ha, ma vuole sempre di più. E questo è quello che succede anche a Biblion, la Biblioteca Universale dove vengono spediti gli scrittori più ambiziosi dopo il loro trapasso e che racchiude la storia della vita di ogni singola persona che sia mai esistita e mai esisterà sulla Terra. Il compito degli Esordienti è quello di scrivere la vita delle persone sulla terra, dalla loro nascita alla loro fine. Sono loro, dunque, coloro che determinano le nostre azioni. Noi non abbiamo libero arbitrio, in quanto il nostro destino è già scritto e non c’è niente che possiamo fare per cambiarlo.

Questo tema mi affascina molto perché anche io spesso mi sono chiesto se la nostra vita sia stata già decisa in partenza da qualcuno un po’ più in alto di noi, o se abbiamo la possibilità di cambiare il corso degli eventi in base alle nostre scelte.

Cosa succederebbe però se gli autori di Biblion      decidessero di ribellarsi e di modificare questo meccanismo?


| UN LIBRO IMPEGNATIVO.

Vi dico la verità: per quanto la storia sia intrigante e ben scritta, ho fatto fatica a leggere il libro, non tanto per la sua mole, quattrocento pagine, ma per la scelta dell’impaginazione. Secondo me l’autrice avrebbe dovuto far respirare le pagine, magari impostando i margini in un altro modo, perché leggendolo ho provato un senso di soffocamento. Troppo fitte, troppo piene. Presumo però che quella che ho ricevuto io sia solo una copia campione (anche perché non ho trovato il prezzo da nessuna parte…) per cui dovrei chiedere maggiori      informazioni all’autrice. In caso il romanzo in vendita non abbia questo problema, saltate pure questa mia puntualizzazione.

Dicevo, ho fatto un po’ di fatica a leggerlo in tempi brevi ma non mi sono fatto scoraggiare e alla fine posso dire che ne sia valsa la pena. Credo che Biblion sia un romanzo che tutti gli amanti dei libri dovrebbero leggere. Oltre a essere scritto in modo forbito e senza alcun errore ortografico, la trama è originale e ambiziosa.

“Se un tuo libro è veramente lodevole, l’Ingobbito ti attribuirà una tiratura elevata, ma se si rivela banale la tiratura sarà bassissima o nulla”.


| UNA SCELTA CORAGGIOSA.

La protagonista è antipatica. Non trovo altri termini adatti per descriverla. Arrivista e arrogante, Camelia non si fa problemi ad auto-proclamarsi la più brava scrittrice di tutta Biblion e pretende che anche gli altri si accorgano del suo “indiscutibile” talento. All’inizio mi sono anche chiesto come mai Merilù abbia scelto di dar vita a un personaggio così detestabile. Di solito, i lettori tendono a simpatizzare coi protagonisti dei romanzi, no? Mentre così è un po’ come darsi la zappa sui piedi! Andando avanti con la storia, però, ho compreso a poco a poco il perché di questa scelta. Con Camelia, l’autrice è riuscita a creare un personaggio realistico, con un carattere a tutto tondo, ben definito, che puoi amare o non amare. Quanti di voi hanno incontrato delle persone che a pelle non vi hanno suscitano simpatia? Potete prenderne le distanze, accettarle così come sono, ma sicuramente non potete cambiare il loro carattere!

Quanti di voi si sentono superiori ad altri, pensano cattiverie sui colleghi o non sono sicuri neanche di loro stessi? Molti, immagino. Siamo tutti diversi gli uni dagli altri ed è giusto che sia così. Quindi perché un’autrice dovrebbe snaturare un suo personaggio solo per andare incontro al gusto dei lettori? Sarebbe un gesto estremamente egoista, innanzitutto per lei − che così si ritroverebbe con un personaggio artefatto − ma soprattutto per noi lettori, che leggeremmo solo quello che ci fa comodo.

Sono quindi soddisfatto di aver potuto conoscere un personaggio così sfaccettato e antipatico perché me lo ha reso umano. Alla fine, una parte di Camelia mi è rimasta dentro, sono riuscita a capirla.


| Credo che il libro non sia di facile collocazione. È troppo elaborato e maturo per poter essere definito un semplice libro per ragazzi. Non che i giovani siamo limitati, eh? Non fraintendetemi. Credo che in questo caso il tipo di scrittura, la complessità della trama e l’intenzione di fondo non si presti a quel pubblico specifico (poi ovviamente non c’è un’età specifica per leggere cosa si vuole). Penso però che Biblion possa essere apprezzato maggiormente dagli adulti e da coloro che hanno provato a scrivere un romanzo o hanno intenzione di farlo.

Ringrazio di cuore Merilù Lanziani per avermi fatto conoscere la sua scrittura. Mi aveva già sorpreso con La Figlia delle Fate, ma con questo libro si è superata. Non vedo l’ora di poter leggere qualcos’altro di suo.