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Un anno di Sir Blake

Oggi ricorre una data molto importante per me per due motivi: uno riguarda il mio lavoro, mentre l’altro l’uscita del mio primo libro fantasy. Entrambi coincidono sia per il giorno sia per la data, e se del primo avrò modo di gioire in privato, per il secondo invece voglio festeggiare insieme a voi.

Il 16 Dicembre del 2019 nasceva infatti Sir Blake nel Regno dei Sidhe. Ufficialmente, almeno. Nella mia testa infatti è nato molti anni prima, precisamente nel maggio del 2017. Mi trovavo a Scilla, una località balneare calabrese e osservavo le barche passare sullo Stretto di Messina. Penso che allora l’ispirazione mi sia venuta pensando al mito della Fata Morgana (che infatti poi è diventata una dei personaggi del mio libro). Da quell’idea, ho iniziato a lavorare alla trama, all’ambientazione (il Galles), ai personaggi e ai messaggi importanti che volevo dare.

Qui vi parlo del perché alla fine ho scelto di ambientare il romanzo in Galles.

Negli Store Online, come ho detto, Sir Blake esordisce il 16 Dicembre 2019.

Devo dire la verità: all’inizio ero così felice e emozionato che mi aspettavo chissà cosa.

Un autore esordiente infatti pensa che appena il suo romanzo esce ci siano i lettori lì a comprarlo, come se aspettassero tutti lui. Scordatevi di questa cosa. Il lavoro vero arriva dopo, quando bisogna promuovere il libro per far sapere a tutti che esiste. Perché un libro, da solo, non va da nessuna parte.

Perciò, mi sono tirato su le maniche e ho iniziato a farmi conoscere.

Per prima cosa sono andato nelle librerie della zona, pregandole affinché ordinassero qualche copia del libro. Da una parte io, emozionatissimo, che comunicavo che sì, proprio io, avevo pubblicato un libro – e con una casa editrice, anche! – dall’altra loro, impassibili, che mi rispondevano che tanto non lo avrebbero ordinato perché ero uno sconosciuto. Ricordo di aver provato una tristezza immensa, che con l’aggiunta del rifiuto da parte della Biblioteca per ragazzi di Modena (sempre per la stessa ragione), si è trasformata in delusione.

Ho avuto anche tante soddisfazioni però, e mi sembra giusto festeggiare anche quelle. Molte librerie, per esempio, hanno accolto il mio libro a braccia aperte (la Mondadori a Porto Bolaro di Reggio Calabria, la Mondadori Point e la Feltrinelli di Modena, la Mondadori di Carpi e The Italian Bookshop di Londra); inoltre, la Biblioteca di Formigine ha accettato di inserire Sir Blake nel loro catalogo.

Inoltre, e questa è la soddisfazione più grande, Sir Blake ha avuto delle segnalazioni su delle riviste prestigiose: Topolino (per ben due volte!), il Giornalino e Confidenze. In particolare, per me essere apparso su Topolino rappresenta la realizzazione di un sogno, perché quella rivista è un po’ l’amico che accompagna tutti i bambini durante la loro crescita.

Il folletto Malambruno ha ricevuto anche dei video saluti dal programma Gormiti Show!

Ho ricevuto anche un articolo dalle Ferrovie dello Stato https://www.fsnews.it/it/eventi/libri/2020/5/4/libri-per-bambini.html

Per quanto riguarda i lettori, ringrazio tutti quelli che hanno comprato il mio libro. Se da una parte sono strafelice per la loro gentilezza, dall’altra mi faccio tante paranoie quando non ricevo feedback da qualcuno di loro, perché penso che forse si vergognano a darmi dei pareri sul libro. Se, per esempio, dovessi basarmi su chi ha lasciato recensioni su Amazon, il mio libro lo hanno letto solo 19 persone. So che non è così, per fortuna.

Se comunque volete lasciare una recensione, ecco il link: https://www.amazon.it/Sir-Blake-nel-regno-Sidhe/dp/8899660980

Altra cosa di cui sono grato a Sir Blake è di avermi fatto conoscere tanti disegnatori. Grazie alle iniziative che propongo quotidianamente su Instagram, un sacco di ragazzi realizzano le loro versione dei miei protagonisti. Illustrazioni dettagliate, bellissime, che dimostrano quanto ancora le persone amino l’Arte. Per me è un piacere supportare i giovani artisti e tra l’altro è una cosa che mi diverte davvero tanto.

Concludo dicendo che per me Sir Blake rappresenta il mio trampolino di lancio. Sarò ancora acerbo, anzi sicuramente lo sono, ma ho tanta voglia di fare e di dimostrare quanto valgo. Sono ancora agli inizi certo, me ne rendo conto, ma oggi vorrei darmi una pacca sulla spalla e dirmi che sono stato bravo, perché me lo merito.

Intervista con la mia Casa Editrice

Nel 2021 uscirà il seguito di Sir Blake, ambientato oltre che nel  Galles anche in Irlanda, e io non vedo già l’ora di potervene parlare. Se vi va, continuate a supportarmi e a credere nel mio sogno. Ve ne sarò per sempre grato.

Vi lascio con il BookTrailer del mio libro, realizzato da me.

Alla prossima,

Lorenzo.

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Pubblicato in: Riflessioni

Di scrittura e delusioni.

Il sogno di ogni aspirante autore è quello di veder pubblicato il proprio libro.

Chi c’è passato, sa la fatica che si impiega per raggiungere l’obiettivo.  Notti insonni per elaborare la trama, ore e ore a guardare quel foglio bianco che proprio non ne vuole sapere di riempirsi, momenti di profonda delusione in cui l’aspirante autore si chiede il perché stia facendo tutto questo, se ne valga davvero la pena. Ma quello è il suo sogno e non vuole rinunciare per nulla al mondo, per cui stringe i denti e continua a scrivere.

Poi, accade. Una casa editrice accetta il suo manoscritto: il libro sarà pubblicato!

L’aspirante autore fa i salti di gioia, lo annuncia orgoglioso sui Social e tutti gli amici e i parenti esultano insieme a lui, gli fanno tanti complimenti. “Che bello, quando uscirà?” “Non vedo l’ora di acquistarlo!” “Fammi sapere che lo compro,eh!”

L’autore è felice. Solo al pensiero della pubblicità che riceverà da loro lo fa stare tranquillo.

Passano i mesi. Il libro finalmente esce. Arrivano le congratulazioni da parte di gente estranea, che magari ha visto il post per sbaglio o perché lo seguiva già da prima. Qualche amico è ancora super entusiasta, certo, però, stranamente, dalla maggior parte di loro riceve dei messaggi tiepidi, di circostanza. L’autore – adesso non più aspirante ma esordiente – attende con trepidazione che i suoi parenti vedano il post e che inizino a fargli pubblicità. Ne ha bisogno!

 Ma a parte qualche like e qualche augurio, tutti si sono dileguati.

Col tempo, alcuni parenti acquistano il romanzo ma non lo pubblicizzano, come se lo facessero per dovere e si vergognassero a mostrarlo in pubblico. Cosa succede? Dov’è andato a finire tutto il loro entusiasmo iniziale? Perché lo hanno preso in giro con false promesse se poi, al momento di concretizzare, si tirano indietro? In fondo, lui non ha mai chiesto nulla a loro, hanno fatto tutto da soli!

L’autore fa spallucce, si rassegna e continua per la sua strada. Si impegna a promuovere il libro con le sue sole forze, a creare una forte community; tutto sommato il suo libro vende. Continua a pubblicare altri libri, altri racconti su riviste. Però c’è un pensiero che lo tormenta: se all’annuncio del primo libro gli amici e i parenti avevano quantomeno manifestato interesse mettendo qualche like e facendogli complimenti, con l’andare del tempo si sono allontanati sempre di più,  non badano più a quello che pubblica o alle soddisfazioni che riceve. Come mai?

Perché non condividere i post, mettere un like, consigliare il libro alle persone che potrebbero essere interessate? Cosa gli viene tolto a loro se lo fanno? Forse non hanno un tornaconto? Forse perché è un mondo a loro estraneo e si imbarazzano a farne parte anche solo per un pochino? Forse perché la scrittura viene vista come spazzatura, una perdita di tempo?

L’autore non lo sa. Vorrebbe chiederlo ma alla fine capisce che non gli importa nemmeno saperlo. Mettere a disagio una persona che non mostra interesse nei suoi riguardi non è giusto; inoltre, meglio ricevere un gesto sincero da qualcuno che lo fa senza che nessuno gli dica niente.

D’altronde, i libri hanno un valore che non tutti sanno apprezzare. E forse è proprio questo che rende speciale chi ama la lettura.